Il Vangelo del giorno

Commemoriazione di tutti i fedeli defunti
Mt 25,31-46.

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria.
E saranno riunite davanti a lui tutte le genti, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri,
e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo.
Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato,
nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi.
Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere?
Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito?
E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti?
Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me.
Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli.
Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere;
ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.
Anch'essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito?
Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l'avete fatto a me.
E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».

Le Parrocchie

IERI

All’origine, Santa Croce non era altro che una chiesa campestre con un “ospitale” dei Crociferi ai margini della città, mentre San Lazzaro, dall’antichità, era un luogo di isolamento per le malattie contagiose (Lazzaretto) sulla riva del fiume. La storia inizia così e si dipana nel volger dei secoli. Le due comunità ricevono il titolo di parrocchia attorno agli anni quaranta (San Lazzaro) e quarantadue (Santa Croce). Nel secondo dopoguerra la zona a sud della città accresce notevolmente il numero di abitanti. Negli anni novanta, viene edificato il nuovo ospedale e si concentrano qui le scuole superiori del bassanese.

OGGI

Santa Croce è una realtà viva e popolosa, ricca e articolata nelle iniziative pastorali e in molti altri ambiti. San Lazzaro, un po’ defilata, si armonizza alla sorella maggiore,  ne condivide percorsi e mete. Tra le esperienze significative, annoveriamo l’AC, l’Agesci, il Gisp, i Gruppi sposi, l’Oratorio, il Campeggio, la Scuola dell’Infanzia, il Mercatino di solidarietà e molte altre.

DOMANI

All’esordio di un XXI secolo complesso e stimolante, fiorisce la significativa collaborazione con le altre parrocchie del Bassanese, nel condividere percorsi di ricerca, in una sempre nuova fedeltà al Vangelo e all’uomo del III millennio. Per essere davvero una comunità convocata attorno alla Parola di Dio, gioiosa nell’esprimere la sua Fede, unita nella pluralità di doni e di carismi, attenta al territorio e capace di stare accanto agli uomini  d’oggi, condividendo gioie e dolori, angosce e speranze… c’è posto anche per te!